Nel 2023 il fatturato nazionale degli e‑sport ha superato i 120 milioni di euro, quasi il 30 % in più rispetto all’anno precedente. La cifra è reale: proviene da sponsor, diritti di trasmissione e premi dei tornei. Il punto di svolta è stato il 2022, quando la Lega Italiana eSports ha introdotto un sistema di ranking ufficiale, obbligatorio per le squadre che volevano partecipare ai campionati europei. Da allora, le iscrizioni ai tornei amatoriali sono raddoppiate, passando da circa 1 500 a 3 200 squadre in due anni.

Che opportunità di carriera esistono per i giocatori italiani?

Non è più solo questione di “giocare per divertimento”. Un giocatore medio di League of Legends o Counter‑Strike: Global Offensive può guadagnare tra 1 200 e 2 500 euro al mese come stipendio base, se firma con una squadra di Serie A e partecipa a tornei nazionali. Oltre al salario, ci sono bonus per le vittorie in streaming: una media di 150 € per ogni 1 000 visualizzazioni su Twitch, con picchi di 500 € per eventi speciali. Per chi preferisce la gestione autonoma, le piattaforme di coaching offrono tariffe di 30–50 € all’ora, permettendo ai veterani di monetizzare le proprie competenze.

Quali sono le piattaforme più affidabili per competere?

Tra le piattaforme italiane, Faceit e Battlefy dominano il panorama competitivo. Faceit registra circa 250 000 utenti attivi mensili in Italia e offre tornei con premi in denaro che variano da 100 € a 5 000 €. Battlefy, più orientata agli organizzatori di eventi, ha visto crescere il numero di tornei mensili da 1 200 a 2 800 nel 2023. Entrambe le piattaforme richiedono un account verificato e un microfono funzionante; la verifica può richiedere fino a 48 ore, ma è un passaggio obbligatorio per accedere ai premi in denaro.

Nel frattempo, l’interesse per l’intrattenimento digitale si è esteso anche ai giochi d’azzardo online. Chi è curioso di esplorare un’altra forma di divertimento digitale può provare la realz casino app, che offre un’esperienza di gioco diversa ma complementare al mondo competitivo.

Immagine: Qual è il vero fattore di crescita degli e‑sport in Italia?
Immagine: Qual è il vero fattore di crescita degli e‑sport in Italia?

Che impatto ha la normativa italiana sugli e‑sport?

Dal 2021 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha introdotto un codice di condotta per le squadre professionistiche, obbligando le organizzazioni a registrare i contratti dei giocatori e a garantire contributi previdenziali. Questo ha aumentato la trasparenza, ma ha anche aggiunto un costo fisso di circa 300 € al mese per squadra, una spesa che le realtà più piccole faticano a sostenere. Inoltre, le licenze per gli eventi dal vivo richiedono una dichiarazione di sicurezza antincendio e un’assicurazione di responsabilità civile da 50 000 €, un ostacolo per i tornei amatoriali più piccoli.

Come può un giocatore italiano prepararsi al meglio?

La preparazione non si limita alla sola pratica di gioco. Ecco una checklist concreta:

Qual è il futuro degli e‑sport in Italia?

Le previsioni di Newzoo indicano una crescita annuale del 12 % fino al 2027, con l’arrivo di nuove leghe regionali e l’espansione dei campus di formazione universitari dedicati agli e‑sport. Le università di Bologna e Milano hanno già lanciato corsi di laurea in “Game Management”, con un tasso di occupazione del 85 % entro sei mesi dalla laurea. Se la tendenza continuerà, il mercato italiano potrebbe raggiungere i 300 milioni di euro entro il 2028, creando centinaia di nuovi posti di lavoro, dalla produzione di contenuti alla gestione di eventi.